1 Giò
nata, vedendo che le circostanze gli erano propizie, scelse uomini adatti e li inviò
a Roma per ristabilire e rinnovare l'amicizia con quel popolo. |
2 Anche presso gli Spartani e in altre località
inviò
lettere sullo stesso argomento. |
3 Partirono dunque per Roma e là
entrarono nel consiglio e dissero: «Giò
nata sommo sacerdote e il popolo dei Giudei ci hanno inviati a rinnovare la comune amicizia e l'alleanza come la prima volta». |
4 E i Romani diedero loro lettere di raccomandazione per le autorità
dei vari luoghi, perché
favorissero il loro ritorno pacifico in Giudea. |
5 Questa è
invece la copia della lettera che Giò
nata scrisse agli Spartani: |
6 «Giò
nata sommo sacerdote e il consiglio degli anziani del popolo e i sacerdoti e tutto il resto del popolo giudaico, agli Spartani loro fratelli salute. |
7 Gia in passato era stata spedita una lettera ad Onia sommo sacerdote da parte di Areo, che regnava fra di voi, con l'attestazione che siete nostri fratelli, come risulta dalla copia annessa. |
8 Onia aveva accolto con onore l'inviato e aveva accettato la lettera nella quale vi erano le dichiarazioni di alleanza e di amicizia. |
9 Noi dunque, pur non avendone bisogno, avendo a conforto le scritture sacre che sono nelle nostre mani, |
10 ci siamo indotti a questa missione per rinnovare la fraternità
e l'amicizia con voi in modo da non diventare per voi degli estranei; molti anni infatti sono passati da quando mandaste messaggeri a noi. |
11 Noi dunque fedelmente in tutte le feste e negli altri giorni prescritti ci ricordiamo di voi nei sacrifici che offriamo e nelle nostre invocazioni, com'è
doveroso e conveniente ricordarsi dei fratelli. |
12 Ci rallegriamo della vostra gloria. |
13 Noi invece siamo stati circondati da tante oppressioni e molte guerre: ci hanno combattuti i re dei paesi vicini, |
14 ma non abbiamo voluto disturbare né
voi né
gli altri nostri alleati e amici in queste lotte: |
15 abbiamo infatti dal cielo un valido aiuto per il quale noi siamo stati liberati dai nostri nemici ed essi sono stati umiliati. |
16 Ora abbiamo designato Numenio figlio di Antioco e Antì
patro figlio di Giasone e li abbiamo inviati presso i Romani a rinnovare la precedente amicizia e alleanza con loro. |
17 Abbiamo quindi dato loro disposizioni di passare anche da voi, per salutarvi e consegnarvi la nostra lettera, riguardante la ripresa dei nostri rapporti e la nostra fraternità
. |
18 Voi dunque farete cosa ottima comunicandoci una risposta su queste cose». |
19 Segue ora copia della lettera che essi avevano inviato ad Onia: |
20 «Areo, re degli Spartani, a Onia sommo sacerdote salute. |
21 Si è
trovato in una scrittura, riguardante gli Spartani e i Giudei, che essi sono fratelli e che discendono dalla stirpe di Abramo. |
22 Ora, dal momento che siamo venuti a conoscenza di questa cosa, ci farete cosa gradita scrivendoci sui vostri sentimenti di amicizia. |
23 Noi intanto vi rispondiamo: I vostri armenti e i vostri averi ci appartengono e i nostri appartengono a voi. Abbiamo quindi disposto perché
vi sia riferito in questo senso». |
24 Giò
nata ebbe notizia che i generali di Demetrio erano ritornati con forze più
numerose di prima per ritentare la guerra contro di lui. |
25 Egli si mosse da Gerusalemme e andò
loro incontro nella regione di Amat, perché
non volle dar loro il tempo di entrare nel suo paese. |
26 Mandò
nel loro campo delle spie, le quali tornarono annunciando che essi stavano disponendosi per dar loro l'assalto di notte. |
27 Quando fu il tramonto, Giò
nata comandò
ai suoi di vegliare tutta la notte e di stare con le armi pronte per la battaglia e dispose sentinelle intorno al campo. |
28 Ma anche gli avversari seppero che Giò
nata e i suoi uomini stavano pronti per la battaglia e furon presi da timore ed esitazione d'animo e allora accesero fuochi nel loro campo. |
29 Giò
nata e i suoi uomini non si accorsero di nulla fino al mattino, perché
continuavano a vedere il bagliore dei fuochi. |
30 Allora si diede a inseguire le loro tracce, ma non potè
raggiungerli, perché
avevano passato il fiume Elè
utero. |
31 Giò
nata piegò
sugli Arabi chiamati Zabadei, li assalì
e si impadronì
delle loro spoglie. |
32 Poi ripartì
e andò
a Damasco e si diede a percorrere tutto il paese. |
33 Anche Simone fece una spedizione, marciando fino ad Ascalò
na e ai vicini posti di guarnigione, poi piegò
su Giaffa e se ne impadronì
; |
34 aveva sentito infatti che avevano intenzione di consegnare la fortezza ai partigiani di Demetrio; perciò
vi pose una guarnigione per presidiarla. |
35 Quando Giò
nata fu di ritorno, radunò
in assemblea gli anziani del popolo e deliberò
con loro di costruire fortezze in Giudea, |
36 di sopraelevare le mura di Gerusalemme e di alzare una grande barriera tra la città
e l'Acra per separare questa dalla città
affinchè
fosse isolata, così
che non potessero più
né
comperare né
vendere. |
37 Si organizzarono dunque per ricostruire la città
e poiché
era rovinato parte del muro sul torrente dal lato orientale, Giò
nata allestì
il cosiddetto Kafenata. |
38 Simone a sua volta ricostruì
Adida nella Sefela fortificandola e applicandovi porte e sbarre. |
39 Intanto Trifone cercava di diventare re dell'Asia, cingere la corona e stendere la mano contro il re Antioco, |
40 ma sospettava che Giò
nata glielo impedisse e, nel caso, gli muovesse guerra. Perciò
cercava di averlo nelle mani e di eliminarlo; si mosse dunque e venne a Beisan. |
41 Giò
nata gli uscì
incontro con quarantamila uomini scelti e inquadrati e venne a Beisan. |
42 Trifone, vedendo che era venuto con numeroso esercito, si guardò
bene dal mettergli le mani addosso. |
43 Anzi lo ricevette con molti onori, lo presentò
a tutti i suoi amici, gli offrì
doni e ordinò
ai suoi amici e alle sue truppe di obbedirgli come a lui stesso. |
44 Disse a Giò
nata: «Perché
mai hai disturbato tutta questa gente, non essendoci guerra tra di noi? |
45 Su, dovresti rimandarli alle loro case; tu scegli per te pochi uomini che ti accompagnino e vieni con me a Tolemà
ide e io la consegnerò
a te insieme con le altre fortezze e il resto dell'esercito e tutti i funzionari, poi tornerò
indietro e partirò
: sono venuto appunto per questo». |
46 Giò
nata, fidatosi di lui, fece quanto aveva detto e rimandò
le truppe che tornarono nella Giudea. |
47 Fece rimanere tremila uomini, di cui duemila lasciò
in Galilea e gli altri mille andarono con lui. |
48 Ma quando Giò
nata fu entrato in Tolemà
ide, i cittadini chiusero le porte e si impadronirono di lui e passarono a fil di spada quanti erano entrati con lui. |
49 Trifone mandò
poi fanti e cavalli in Galilea e nella grande pianura per liquidare tutti gli uomini di Giò
nata. |
50 Ma essi avevano sentito dire che Giò
nata era stato catturato e che era finita per lui e per quelli che erano con lui e, incoraggiatisi l'un l'altro, si presentarono inquadrati, pronti alla battaglia. |
51 Gli inseguitori li videro decisi a difendere la loro vita e se ne tornarono. |
52 Così
tutti giunsero senza molestie in Giudea; fecero lutto per Giò
nata e per quelli della sua scorta e furono presi da grande timore. Tutto Israele si immerse in un lutto profondo. |
53 Tutti i popoli intorno a loro cercarono subito di sterminarli, dicendo appunto: «Non hanno più
né
capo né
sostegno: scendiamo ora in guerra contro di loro e cancelleremo anche il loro ricordo dagli uomini». |