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Re 2, Capitolo 5,  versi 8-27

Quando Eliseo, uomo di Dio, seppe che il re si era stracciate le vesti, mandò a dire al re: «Perché ti sei stracciate le vesti? Quell'uomo venga da me e saprà che c'è un profeta in Israele».
Nà aman arrivò con i suoi cavalli e con il suo carro e si fermò alla porta della casa di Eliseo.
10 Eliseo gli mandò un messaggero per dirgli: «Và , bagnati sette volte nel Giordano: la tua carne tornerà sana e tu sarai guarito».
11 Nà aman si sdegnò e se ne andò protestando: «Ecco, io pensavo: Certo, verrà fuori, si fermerà , invocherà il nome del Signore suo Dio, toccando con la mano la parte malata e sparirà la lebbra.
12 Forse l'Abana e il Parpar, fiumi di Damasco, non sono migliori di tutte le acque di Israele? Non potrei bagnarmi in quelli per essere guarito?». Si voltò e se ne partì adirato.
13 Gli si avvicinarono i suoi servi e gli dissero: «Se il profeta ti avesse ingiunto una cosa gravosa, non l'avresti forse eseguita? Tanto più ora che ti ha detto: bagnati e sarai guarito».
14 Egli, allora, scese e si lavò nel Giordano sette volte, secondo la parola dell'uomo di Dio, e la sua carne ridivenne come la carne di un giovinetto; egli era guarito.
15 Tornò con tutto il seguito dall'uomo di Dio; entrò e si presentò a lui dicendo: «Ebbene, ora so che non c'è Dio su tutta la terra se non in Israele». Ora accetta un dono dal tuo servo».
16 Quegli disse: «Per la vita del Signore, alla cui presenza io sto, non lo prenderò ». Nà aman insisteva perché accettasse, ma egli rifiutò .
17 Allora Nà aman disse: «Se è no, almeno sia permesso al tuo servo di caricare qui tanta terra quanta ne portano due muli, perché il tuo servo non intende compiere più un olocausto o un sacrificio ad altri dei, ma solo al Signore.
18 Tuttavia il Signore perdoni il tuo servo se, quando il mio signore entra nel tempio di Rimmò n per prostrarsi, si appoggia al mio braccio e se anche io mi prostro nel tempio di Rimmò n, durante la sua adorazione nel tempio di Rimmò n; il Signore perdoni il tuo servo per questa azione».
19 Quegli disse: «Và in pace». Partì da lui e fece un bel tratto di strada.
20 Ghecazi, servo dell'uomo di Dio Eliseo, disse fra sé : «Ecco, il mio signore è stato tanto generoso con questo Nà aman arameo da non prendere quanto egli aveva portato; per la vita del Signore, gli correrò dietro e prenderò qualche cosa da lui».
21 Ghecazi inseguì Nà aman. Questi, vedendolo correre verso di sé , scese dal carro per andargli incontro e gli domandò : «Tutto bene?».
22 Quegli rispose: «Tutto bene. Il mio signore mi ha mandato a dirti: Ecco, proprio ora, sono giunti da me due giovani dalle montagne di Efraim, da parte dei figli dei profeti. Dammi per essi un talento d'argento e due vestiti».
23 Nà aman disse: «E' meglio che tu prenda due talenti» e insistette con lui. Legò due talenti d'argento in due sacchi insieme con due vestiti e li diede a due dei suoi giovani, che li portarono davanti a Ghecazi.
24 Giunto all'Ofel, questi prese dalle loro mani il tutto e lo depose in casa, quindi rimandò gli uomini, che se ne andarono.
25 Poi egli andò a presentarsi al suo padrone. Eliseo gli domandò : «Ghecazi, da dove vieni?». Rispose: «Il tuo servo non è andato in nessun luogo».
26 Quegli disse: «Non era forse presente il mio spirito quando quell'uomo si voltò dal suo carro per venirti incontro? Era forse il tempo di accettare denaro e di accettare abiti, oliveti, vigne, bestiame minuto e grosso, schiavi e schiave?
27 Ma la lebbra di Nà aman si attaccherà a te e alla tua discendenza per sempre». Egli si allontanò da Eliseo, bianco come la neve per la lebbra.
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